Dopo dieci anni di dialogo tra Oriente e Occidente, ESH Gallery evolve e si trasforma, dando vita a Container: uno spazio nomade che attraversa confini geografici e disciplinari, proprio come i container che solcano gli oceani del mondo.
Un nuovo capitolo
Container rappresenta un salto – in avanti e di lato – rispetto al percorso originale di ESH Gallery. Se la vocazione al craft contemporaneo e alla scultura, con particolare attenzione al Giappone, ha costituito la nostra identità fondante, oggi sentiamo l’urgenza di ampliare lo sguardo verso una contemporaneità più fluida e meno definita da tecniche e metodologie.
Lo spazio
Container è un contenitore fluido: uno spazio vetrina di riferimento in centro a Milano a cui si affiancheranno mostre itineranti e talvolta all’interno di veri e propri container. Come questi ultimi raccolgono merci preziose attraverso il mondo, il nostro spazio diventa veicolo di idee, visioni e pratiche artistiche in costante movimento.
La visione curatoriale
Ci apriamo ad artisti la cui ricerca non è vincolata a medium specifici, ma si articola liberamente attraverso linguaggi diversi. Il filo conduttore rimane nei temi che ci sono sempre stati congeniali – spazio, tempo e natura – ma rivisitati con sguardo contemporaneo, capaci di intercettare anche dimensioni sociali e politiche. Non abbandoniamo le nostre radici nel dialogo interculturale, ma le espandiamo: Container diventa luogo di incontro per artisti che, a prescindere dalla provenienza geografica o dalla formazione tecnica, interrogano il presente con urgenza e sensibilità.
Un invito al viaggio
The Container è un invito a viaggiare con noi: attraverso geografie artistiche inedite, attraverso i confini porosi tra discipline, attraverso le domande urgenti del nostro tempo. Uno spazio che, pur restando ancorato a una location fisica, mantiene l’agilità e l’apertura di chi è sempre pronto a partire.
Container è dove l’arte trova dimora temporanea prima di continuare il suo viaggio.